Relazione finale della Commissione per la
Valutazione dei Programmi di Ricerca delle Università
(Anno 2001)

 

INDICE

1. Premessa

2. Valutazione dei revisori e ampliamento dell'albo

3. Programmi presentati

4. Procedura di revisione delle proposte

5. Distribuzione dei punteggi

6. Formazione delle graduatorie e attribuzione del Co-finanziamento

7. Conclusioni: osservazioni e proposte dei Garanti

Allegato A. Decreto ministeriale

Allegato B. Nota illustrativa

Allegato C. Modello A      Modello B

Allegato D. Scheda di valutazione

Allegato E. Guida per i revisori

Allegato F. Programmi ammessi al Co-finanziamento suddivisi per Area

Allegato G. Programmi ammessi al Co-finanziamento suddivisi per Università del Coordinatore Nazionale




1. Premessa

Il Decreto ministeriale n.10 del 23 gennaio 2001 (Allegato A) nel dare avvio al bando 2001 per il Co-finanziamento di programmi di ricerca di interesse nazionale liberamente proposti dalle Università, ha confermato in larga misura le modalità di presentazione e selezione ed i criteri di finanziamento già adottati nel bando 2000. In particolare riteniamo importante sottolineare che:

  1. sono rimaste valide sia la richiesta di compilazione delle proposte in due lingue, italiano ed inglese, che aveva già condotto a positivi sviluppi, permettendo il notevole ampliamento del data base dei revisori, giunto oggi ad oltre 19.200 esperti delle varie discipline; sia la quota di partecipazione al Co-finanziamento da parte del Ministero (50% per i progetti intra-universitari e 70% per gli interuniversitari).

  2. la data di scadenza della presentazione delle domande è stata confermata al 31 Marzo, che ha permesso di sviluppare tempestivamente, pur scontando un ritardo iniziale, la valutazione dei progetti.

  3. il riassunto della proposta, presente unitamente alle parole chiave nel modulo A, si è confermato di grande utilità, soprattutto per la gestione del programma da parte del Comitato dei Garanti.

  4. È stata introdotta una nuova procedura che nella prima fase del giudizio dei revisori oscura il nome dei proponenti così che il giudizio sulla originalità e sul metodo del progetto venga formulato senza conoscere gli autori del progetto stesso. Solo dopo l’attribuzione dei punteggi su queste prime domande e dopo aver chiuso irreversibilmente tale fase il revisore può iniziare la seconda parte del giudizio nella quale, presa conoscenza del nome dei proponenti, attribuisce il punteggio relativo alla competenza del coordinatore scientifico, dei gruppi proponenti e alla complementarieta' di questi ultimi.

Inoltre il Ministro ha elevato a 8 il numero dei membri della Commissione di Garanzia incaricata di provvedere alla scelta dei revisori per i progetti presentati e, in base ai pareri ottenuti, di procedere alla loro selezione, nominando in data 26 gennaio 2001 i Professori: Gilberto Antonelli, Giovanni Bonilini, Ciro Ciliberto, Umberto Cugini, Errico Cuozzo, Ettore Novellino, Antonio Padoa Schioppa, e Armido Rubino. La nuova Commissione nella sua prima riunione ha eletto alla presidenza il Prof. Antonio Padoa Schioppa. Il ruolo del segretario è stato assunto dal Prof. Ettore Novellino.

E' stata trasmessa tempestivamente agli Atenei la Nota Illustrativa delle procedure di cofinanziamento dei programmi di ricerca, qui presentato come Allegato B, disponibile su Internet al sito Web del Ministero.

Per quanto riguarda i modelli A e B (reperibili quali allegati C di questa relazione) essi sono stati innovati, rispetto al 2000, introducendo la procedura in due fasi descritta sopra al punto quattro. Miglioramenti del software, già portato ad un livello di elevata qualità, hanno riguardato l'allestimento di un sito riservato in via esclusiva al singolo docente; questo allo scopo di facilitare la compilazione di moduli e l'espletamento di pratiche (consuntivi, relazioni annuali, certificazioni, e così via) riguardanti la ricerca scientifica. Il sito infatti contiene tutte le richieste di finanziamento del docente dal 1994 al 2000 e permette di allertare il docente sulle varie scadenze. Particolare rilievo va posto alla possibilità offerta tramite il sito di compilare i nuovi progetti per il bando 2001 direttamente senza la necessità di effettuare una registrazione.

A questo proposito la Commissione aveva previamente stabilito per il 2001 i seguenti criteri di finanziabilità dei progetti, criteri esplicitati nelle avvertenze ai proponenti: la qualifica di ammissibilità al finanziamento si è basata sul punteggio conseguito in sette delle otto domande poste ai revisori: sono stati considerati finanziabili i progetti (qualificati con l’attribuzione della categoria A) che hanno conseguito un punteggio medio di almeno 3,5 nelle domande 1, 2, 3 (qualità del progetto) e di almeno 3 nelle domande 4, 6, 7, 8 (fattibilità del progetto). Sono invece stati considerati non finanziabili i progetti che non abbiano raggiunto tale soglia (caratterizzati con l’attribuzione della categoria C).

La risposta alla domanda 5 è stata utilizzata anche per definire l’entità del finanziamento da attribuire al progetto, se approvato.

La graduatoria finale dei progetti ammissibili al finanziamento è stata formulata sulla base dei punteggi medi riportati nelle otto domande.

Il modello della scheda è presentato nell’allegato D mentre la guida per i revisori compare nell’allegato E.

Infine si sono confermate le regole per l’ammissibilità al finanziamento delle proposte valutate. In particolare è stato deciso che questa finanziabilità resti limitata soltanto alle proposte con valutazione generale complessiva di A secondo i criteri indicati.

 

2. Valutazione dei revisori e ampliamento dell’albo

E' stato proseguito nel 2001 il programma di verifica globale dell’albo dei revisori per il quale il Ministero ha messo a disposizione un contratto di collaborazione di lire 30 milioni usufruita mediante la collaborazione della dr. Maria Luisa Garlaschi, la quale ha tra l’altro curato la messa a punto degli indirizzi e-mail dei revisori. Sono stati da lei controllati e corretti circa 5.000 indirizzi e-mail. La dott. Garlaschi ha inoltre proceduto alla verifica delle caratteristiche dei vari revisori, ivi compresa l’inserzione delle parole chiave. Questo lavoro è stato giudicato come assolutamente necessario perché, da un lato, l’albo revisori era stato assemblato a partire da contributi profondamente diversi tra loro e, in qualche caso, obbiettivamente incongrui; dall’altro lato, sia oggi che in futuro, bisognerà seguire le modifiche "fisiologiche" dell’albo stesso, dovute ai trasferimenti, al cambio di e-mail, etc. dei vari revisori. Il lavoro è tuttora in corso ma esso ha già contribuito a migliorare il processo di valutazione delle proposte 2001. La commissione sottolinea l’urgenza di proseguire il lavoro di messa a punto dell’albo dei revisori anche per il prossimo anno.

Infine, nel corso dell’anno si è proceduto ad un ulteriore ampliamento dell’archivio revisori nazionali e soprattutto stranieri introducendo, oltre ai nominativi forniti a suo tempo da vari Dipartimenti che hanno risposto alle sollecitazioni della Commissione dei Garanti, altri nominativi identificati dai Garanti o direttamente o attraverso segnalazioni ricevute anche da strutture scientifiche internazionali.

In tal modo il numero dei revisori è aumentato nel corso dell'anno 2001 da 16.352 a 19.283 unità, con particolare incremento per le aree di Scienze mediche, Ingegneria industriale e dell'informazione, Scienze dell'antichità e Scienze storiche, filosofiche pedagogiche e psicologiche.

Le Tabelle I-II mostrano la distribuzione dei revisori per aree disciplinari, rispettivamente, nel 2001 e nel 2000. Vengono precisati per ogni area il numero totale di revisori che utilizzano la lingua inglese, quello degli italiani, il numero totale per Area, nonché il numero di nuove aggiunte all’archivio.

Appare evidente l’importanza che, per un bando aperto a tutti i settori disciplinari e, quindi in linea di principio, a tutti i possibili argomenti di studio, riveste, ai fini della qualità delle valutazioni, la disponibilità di un elevato numero di revisori. Inoltre i problemi relativi al non coinvolgimento del revisore nel programma presentato e alla autoreferenzialità delle comunità nazionali si sono considerevolmente ridotti da quando è divenuto possibile scegliere tra numerosi possibili esperti.

 

Tabella I - Revisori 2001

Area

Numero Revisori
Stranieri

Numero Revisori
Italiani

Numero Totale

Nuovi Revisori

01

759

143

902

86

02

997

284

1.281

49

03

726

328

1.054

135

04

428

195

623

114

05

3.592

1.089

4.681

260

06

1.508

1.411

2.919

594

07

480

465

945

168

08

479

310

789

265

09

1.092

610

1.702

394

10

676

513

1.189

341

11

584

396

980

300

12

249

546

795

119

13

570

458

1.028

215

14

220

175

395

63

Totale

12.360

6.923

19.283

3.103

 

Tabella II - Revisori 2000

Area

Numero Revisori
Stranieri

Numero Revisori
Italiani

Numero Totale

Nuovi Revisori

01

719

103

822

107

02

1.016

241

1.257

202

03

661

267

928

69

04

349

147

496

32

05

3.503

944

4.447

245

06

947

1.377

2.324

182

07

381

390

771

126

08

332

205

537

43

09

884

442

1.326

179

10

538

315

853

134

11

458

249

707

124

12

164

539

703

428

13

441

401

842

37

14

193

146

339

32

Totale

11.963

4.389

16.352

1.904

Al di là di questi aspetti quantitativi, vi è un aspetto qualitativo da sottolineare: in molti settori i revisori stranieri risultano per qualificazione ed esperienza tra i maggiori esperti a livello internazionale.

La consultazione di un archivio con un così elevato numero di dati può essere effettuata solo se si dispone di un adeguato strumento informatico di ricerca. A questo fine il CINECA ha predisposto sistemi di consultazione per (a) nominativo; (b) area e/o settore disciplinare; (c) parole chiave in italiano o inglese, che consentono una ricerca automatica dei revisori a seconda delle necessità. Tali sistemi si sono rivelati essenziali (come verrà meglio precisato in seguito) per lo svolgimento del compito di assegnazione dei programmi proposti ai revisori.

3. Programmi presentati

La Tabella III illustra la distribuzione tra le diverse aree dei programmi pervenuti a seguito del bando, la loro natura (intra- o inter-universitari), la loro composizione (numero di unità operative) e le richieste complessive di co-finanziamento.

 

 

Tabella III - Proposte di co-finanziamento, 2001

Area

Numero programmi
intra-universitari

Numero programmi
inter-universitari

Numero di
Unità Operative

Richiesta di
finanziamento

01

4

50

261

17.707.000.000

02

6

105

440

50.565.000.000

03

3

85

437

57.639.000.000

04

2

62

280

21.407.000.000

05

32

221

906

84.032.000.000

06

64

299

1.525

126.856.000.000

07

11

157

727

45.304.000.000

08

5

119

646

49.729.000.000

09

7

199

935

89.504.000.000

10

16

150

664

35.259.000.000

11

5

114

520

27.529.000.000

12

17

96

375

17.637.000.000

13

9

103

427

19.880.000.000

14

2

48

208

13.978.000.000

Totale

183

1.808

8.351

657.026.000.000

 

Per confronto il quadro dei programmi proposti gli scorsi anni è il seguente:

 

Tabella IV - Proposte di co-finanziamento 2000, 1999, 1998 e 1997

2000

Area

Numero programmi
intra-universitari

Numero programmi
inter-universitari

Numero di
Unità Operative

Richiesta di
finanziamento

01

2

55

287

18.281.000.000

02

5

101

415

49.149.000.000

03

4

92

449

57.590.000.000

04

3

45

183

15.636.000.000

05

21

170

717

63.574.000.000

06

48

232

1.155

88.954.000.000

07

14

124

616

37.260.000.000

08

4

107

569

41.777.000.000

09

8

188

860

78.076.000.000

10

21

140

590

28.664.000.000

11

10

92

423

20.295.000.000

12

18

64

260

10.802.000.000

13

23

84

358

16.115.000.000

14

1

42

153

9.733.000.000

Totale

182

1.536

7.035

535.906.000.000

1999

Area

Numero programmi
intra-universitari

Numero programmi
inter-universitari

Numero di
Unità Operative

Richiesta di
finanziamento

01

2

45

344

21.945.000.000

02

2

83

372

40.718.000.000

03

3

60

411

48.745.000.000

04

1

45

227

15.121.000.000

05

17

140

790

65.823.000.000

06

48

211

1.311

91.401.000.000

07

7

95

621

35.768.000.000

08

7

72

486

32.273.000.000

09

5

142

768

67.516.000.000

10

15

128

608

27.686.000.000

11

15

91

462

21.809.000.000

12

6

66

269

10.512.000.000

13

13

82

363

15.683.000.000

14

6

38

183

10.356.000.000

Totale

147

1.298

7.215

505.356.000.000

1998

Area

Numero programmi
intra-universitari

Numero programmi
inter-universitari

Numero di
Unità Operative

Richiesta di
finanziamento

01

2

27

179

12.515.668.000

02

5

72

393

38.974.670.000

03

7

56

414

48.404.117.000

04

3

30

200

15.149.620.000

05

10

122

725

52.455.427.000

06

38

177

1.116

76.038.004.000

07

12

90

619

33.731.695.000

08

8

85

555

34.441.471.000

09

7

136

803

71.616.871.000

10

24

129

532

21.704.093.000

11

9

107

492

19.356.922.000

12

11

54

492

8.381.458.000

13

15

87

415

17.630.602.000

14

4

31

139

6.272.879.000

Totale

155

1.203

6.814

456.673.497.000

 

 

1997

Area

Numero programmi
intra-universitari

Numero programmi
inter-universitari

Numero di
Unità Operative

Richiesta di
finanziamento

01

2

28

396

20.338.068.000

02

3

68

416

42.324.699.000

03

2

51

671

58.311.262.000

04

0

32

319

17.522.188.000

05

8

109

1.114

68.876.281.000

06

61

226

1.833

84.694.773.000

07

0

76

800

32.984.188.000

08

7

116

844

40.125.500.000

09

5

121

1.035

66.542.992.000

10

28

221

964

27.369.385.000

11

19

177

831

21.942.891.000

12

12

75

346

9.777.621.000

13

19

117

615

18.857.305.000

14

2

50

200

6.477.340.000

Totale

178

1.467

10.384

516.664.531.000

 

Dal confronto si può notare quanto segue:

* Vi è stato nel 2001 un significativo aumento nel numero delle proposte (circa il 15,8% in più dello scorso anno, essendo passate da 1.718 a 1.991); essa ha riguardato in particolare le Scienze della terra, le Scienze agrarie e veterinarie, le Scienze biologiche e mediche, le Scienze dell’antichità, filologiche, letterarie e storico-artistiche e le Scienze giuridiche.

* Il numero di Unità di ricerca per programma rispetto allo scorso anno è diminuito per le Scienze matematiche e informatiche, mentre è aumentato per le altre aree. La richiesta totale di finanziamento, d’altro canto, è aumentata del 22,6%, con punte significative nelle aree biologiche e mediche.

 

4. Procedura di revisione delle proposte

Il buon funzionamento della procedura telematica messa in opera grazie al CINECA (l’unica concretamente praticabile visto l’elevato numero di programmi e i tempi a disposizione per la revisione) ha indotto i Garanti a seguire senza sostanziali modifiche l’iter di revisione previsto lo scorso anno che prevede due fasi:

I Fase: trasmissione di un messaggio di posta elettronica al revisore, con il quale gli si attribuisce formalmente il compito di valutazione, consentendogli l’accesso al sito Web, ove il testo del programma è disponibile, e chiedendogli formale dichiarazione di competenza e accettazione dell’incarico oltre che l’aggiornamento delle parole chiave;

II Fase: in caso di accettazione, messa a disposizione del revisore di una scheda di valutazione da compilare presso il medesimo sito Web. Va segnalato che quest’anno la procedura ha subito una variazione, in quanto al revisore è stato assegnato il compito di formulare i suoi giudizi in due distinte fasi, dapprima valutando le caratteristiche intrinseche del progetto senza conoscere il nome dei proponenti (che viene in tale fase oscurato), quindi valutandone in una seconda fase la competenza senza tuttavia poter più modificare i giudizi e i voti assegnati alle precedenti domande.

Sul piano tecnico non ci sono state sostanziali modifiche rispetto al sistema del 2000, basato sul software CINECA (non disponibile sul mercato) che garantisce una efficace collaborazione con le strutture di elaborazione dati. Va sottolineato, infatti, che procedure di questo tipo non sono comunemente adottate dalle agenzie di ricerca e solo di recente sono divenute disponibili presso le maggiori riviste a diffusione internazionale. Si tratta di una realizzazione originale che ha dotato il nostro paese di uno strumento di avanguardia in questo particolare aspetto della gestione dell’attività di ricerca. Può essere interessante notare che le maggiori Agenzie di ricerca degli Stati Uniti hanno mostrato interesse ad utilizzare una procedura analoga a partire dall’anno 2000.

I programmi software predisposti dal CINECA sono stati arricchiti nel corso di quest’anno così da consentire in particolare ai Garanti la possibilità di monitorare più agevolmente la progressione delle complesse operazioni di messa a punto delle assegnazioni da parte dei garanti e dello stato di avanzamento valutazioni dei revisori. Una serie di nuovi quadri (operazioni giornaliere, statistica delle valutazioni, grafica degli scarti d’area, numero dei progetti per revisore, numero dei revisori per progetto, indicazione del costo minimo e del costo intermedio tra il finanziamento richiesto e il finanziamento minimo, ed altri) ha permesso di procedere più razionalmente.

Per quello che riguarda il sistema adottato e il software predisposto vi è stato un notevole apprezzamento, anche da parte dei revisori stranieri. Alcuni inconvenienti riscontrati dai revisori a seguito di problemi di indirizzamento di posta elettronica o di inefficienza degli strumenti informatici a loro disposizione (software inadeguato, insufficiente memoria del computer, problemi di collegamento etc.) sono stati superati grazie alla pronta consulenza offerta dal CINECA.

Il sistema di selezione adottato dal decreto si basa sull’utilizzo di revisori anonimi. Esso infatti prevede che la Commissione individui i programmi da finanziare e stabilisca l’ammontare del co-finanziamento sulla base delle valutazioni acquisite. Un’accurata scelta dei revisori è quindi essenziale sia per assicurare a ogni programma una valutazione appropriata sia per evitare che nella selezione si inseriscano elementi estranei all’analisi oggettiva delle proposte.

Nell’assegnare il compito di revisione si è seguita la procedura già sperimentata negli anni dal 1997 al 2000. In particolare:


  1. Per ogni singolo programma si è individuato un insieme di esperti sulla base dei settori disciplinari e delle parole chiave indicate nella proposta;

  2. Da tale insieme sono stati esclusi coloro che, a diverso titolo, potevano essere più direttamente interessati al programma proposto (perché essi stessi partecipanti al programma, o proponenti di programmi affini). Tali esclusioni sono state effettuate dal sistema di elaborazione in modo automatico, nel senso che gli interessati venivano indicati dall’elaboratore direttamente al momento in cui si individuavano i possibili esperti dell’argomento. Inoltre, sono stati esclusi i proponenti di programmi Cofin 2001. Infine i revisori di un progetto dell’anno precedente non finanziato, i quali avessero espresso allora un giudizio negativo, sono stati esclusi dalla valutazione del medesimo progetto ripresentato per il Cofin 2001.

  3. Dalla lista così ottenuta sono stati selezionati quelli cui sottoporre il programma proposto sulla base anche della disponibilità temporale e, nel caso di revisori già consultati, anche della valutazione espressa dalle Commissioni precedenti.

  4. Come criterio generale si è cercato, ovunque possibile, di avere tre o più valutazioni con almeno un revisore straniero e, nel caso di programmi di particolare complessità, che coinvolgono più settori o aree disciplinari, di disporre di un numero di revisori in grado di coprire i diversi aspetti della proposta. Ciò ha comportato difficoltà notevoli, in quanto i rifiuti o il mancato invio della valutazione si sono verificati in un elevato numero di casi (talora sono stati contattati più di dieci revisori per ottenere, alla fine due sole valutazioni). Si è ottenuto che i revisori fossero comunque almeno due per ogni progetto, come previsto dal bando.

 

Tabella V - Attività dei revisori nelle varie aree (2001)

Area

Senza
risposta

Accettazioni
non seguite da
valutazione

Rifiuti

Valutazioni

Totale

01

113

15

207

182

517

02

226

20

330

357

933

03

183

17

435

315

950

04

174

17

249

188

628

05

502

49

933

709

2.193

06

538

64

736

959

2.297

07

235

14

396

443

1.088

08

327

30

265

366

988

09

420

43

727

634

1.824

10

338

29

322

521

1.210

11

257

20

304

385

966

12

280

20

196

381

877

13

219

18

285

383

905

14

103

6

153

144

406

Totale

3.915

362

5.538

5.967

15.782

 

Tabella VI - Attività dei revisori nelle varie aree (2000)

Area

Senza
risposta

Accettazioni
non seguite da
valutazione

Rifiuti

Valutazioni

Totale

01

63

10

116

208

397

02

146

23

193

314

676

03

69

4

153

265

491

04

42

2

75

123

242

05

202

43

459

642

1.346

06

278

36

424

739

1.477

07

111

18

201

381

711

08

147

10

168

283

608

09

230

34

422

575

1.261

10

200

22

203

522

947

11

149

15

240

308

712

12

126

12

88

296

522

13

136

15

247

389

787

14

63

7

52

133

255

Totale

1.962

251

3.041

5.178

10.432

Le Tabelle V e VI illustrano i dati relativi alla consultazione dei revisori. Esse sono state costruite tenendo conto di tutte le richieste di valutazione sottomesse dai Garanti (un revisore che abbia avuto assegnata più di una proposta viene contato tante volte quante sono le proposte assegnate: si noti che uno stesso revisore può avere accettato e valutato una proposta e rifiutato di valutarne altre).

Si deve osservare che il numero dei revisori che non ha risposto all’invito di formulare il giudizio è notevolmente aumentato nel corso dell’anno 2001. Mentre nel 2000 il numero delle risposte positive era stato dell’ordine del 50%, quest’anno (2001) la percentuale delle risposte positive è stato ben inferiore, in quanto le risposte positive sono state 5.967 su un totale di 15.782 richieste. Si noti che il numero delle richieste inviate dai garanti ai revisori è aumentato nel 2001 di oltre il 50% rispetto all’anno 2000, essendo passato da 10.432 a 15.782. Tale minore percentuale di risposte positive costituisce un elemento di preoccupazione. Esso si deve almeno in parte al rifiuto di non pochi revisori, specie stranieri, di formulare un giudizio su un progetto del quale, nella prima fase della risposta, egli ancora non conosce l’identità del proponente. Ciò era peraltro espressamente richiesto quest’anno per effetto delle prescrizioni contenute nel DM 10 del 23 gennaio 2001. Per quanto riguarda le ragioni dei rifiuti, oltre a quella già indicata le motivazioni più comuni sono state: a) impossibilità a svolgere il compito nei tempi indicati; b) mancanza di tempo; c) non sufficiente competenza relativamente allo specifico tema del programma proposto; d) coinvolgimento indiretto nella proposta. Alcuni revisori hanno inoltre lamentato la mancanza di rifusione delle spese (tempo e telefono per chi opera da casa) a loro dire sostenute per la messa a punto del giudizio. Nel 25% dei casi non si è dunque avuta risposta da parte dei revisori consultati. Le ragioni di ciò, oltre a quella già segnalata, possono essere varie: assenza dalla sede, mancata consultazione della posta elettronica, non disponibilità a effettuare revisioni, problemi di collegamento e/o accesso alla rete, utilizzo di indirizzi di posta elettronica non più attivi ed altro.

Nonostante queste difficoltà occorre notare che si è quest’anno riusciti ad ottenere una media di tre valutazioni per ogni Progetto di ricerca, con un incremento ulteriore rispetto all’anno passato. La percentuale è tuttavia diversa tra le varie aree disciplinari, come risulta dal confronto tra le tabelle V e III. E’ evidente comunque che l’obiettivo di ottenere tre valutazioni per tutte le proposte non è facilmente raggiungibile e per questo si dovrà provvedere a ulteriori integrazioni dell’archivio dei revisori e, se possibile, ad un’estensione dei tempi della procedura.

Nel merito delle specifiche valutazioni si è constatato in tutte le Aree una relativa convergenza nei pareri espressi da diversi revisori sullo stesso programma, sia nelle qualifiche sia nelle motivazioni fornite per i punteggi assegnati. In molti casi in cui si sono avuti pareri discordanti, la Commissione, ferma restando l’assoluta impossibilità di entrare nel merito scientifico dei giudizi dei revisori, si è preoccupata di acquisire, ove possibile, pareri addizionali, che consentissero una valutazione obbiettiva della proposta.

Un altro elemento importante riguarda il contributo dei revisori stranieri reso possibile dalla introduzione della lingua inglese nella formulazione delle proposte: esso è stato fondamentale sia nelle aree tecnico-scientifiche sia in quelle umanistiche, raggiungendo una percentuale totale di circa un terzo delle valutazioni, con valori più elevati nelle Aree scientifiche e bio-mediche. Si può confermare che mai come in occasione dei programmi di Co-finanziamento la ricerca universitaria italiana viene sottoposta al vaglio internazionale in forma così estesa. Ferme restando le particolarità di ogni Area disciplinare è auspicabile che il coinvolgimento della comunità scientifica internazionale possa estendersi ulteriormente nei prossimi anni.

 

5. Distribuzione dei punteggi

Il presente paragrafo delle relazioni e quello successivo non presentano modifiche se non nei commenti rispetto al 2000. I paragrafi di quella relazione vengono quindi qui largamente riportati.

A seguito della valutazione espressa dai revisori sono stati associati ad ogni programma a) un punteggio medio, dato dalla media dei punteggi espressi dai revisori, vale a dire

Xi = SR XiR/Ni

ove Xi è il punteggio medio dell’i-esimo programma, XiR rappresenta il punteggio dell’R-esimo revisore del programma e Ni è il numero di revisori, e b) un insieme di lettere che esprimono le qualifiche generali attribuite alla proposta. Per tenere conto del fatto che qualche revisore non aveva dato risposta ad alcune domande si è normalizzato il punteggio al numero di risposte fornite.

Gli istogrammi riportati nella Fig. 1 illustrano la distribuzione dei punteggi attribuiti ai programmi: più precisamente essi rappresentano la distribuzione degli scarti definiti come

xi = Xi - <X>

ove

<X > = Si Xi / M

con M pari al numero dei programmi per l’area di interesse. In altri termini gli scarti rappresentano le differenze tra i punteggi Xi conseguiti dai programmi e quello medio dell’area <X>, calcolato come media dei punteggi ottenuti dai programmi dell’area.

Si noti che il punteggio Xi è ottenuto per ogni programma prendendo il voto medio di ogni revisore per domanda e facendo la media sul numero dei revisori cui il programma è stato sottoposto. Domande per le quali i revisori non abbiano espresso punteggio non vengono contate.

 

Tabella VII - Punteggi assegnati nelle varie Aree

Area
Disciplinare

Punteggio medio
per domanda

Punteggio
Massimo
per domanda

Programmi con
punteggio superiore
alla media d'area

01

4.29086

5.00000

59%

02

4.07977

4.87500

55%

03

4.13214

4.87500

50%

04

4.09136

4.81250

53%

05

3.96384

5.00000

57%

06

3.68111

5.00000

56%

07

3.80446

4.87500

57%

08

3.69103

4.66786

51%

09

3.94420

4.79167

57%

10

4.06387

4.93750

56%

11

3.94508

5.00000

52%

12

3.78395

4.87500

58%

13

3.68854

4.71875

54%

14

3.85119

4.54167

52%

 

La Tabella VII rappresenta il valore di <X> e del punteggio massimo per ogni area, nonché le percentuali dei programmi classificati con qualifica A e quelle relative ai programmi con valutazione positiva, vale a dire qualifica A o B e voto sopra la media dell’Area.

La distribuzione dei punteggi presenta alcune differenze tra le varie aree che riflettono sia il diverso metro di giudizio delle varie discipline sia la diversa qualità delle proposte presentate. Il valore medio del punteggio per domanda varia fino ad un massimo del 16,5% da un’area all’altra. Lo stabilizzarsi delle valutazioni nelle varie aree è un fatto positivo, in quanto manifesta lo stabilirsi di una certa coerenza di valutazione tra le varie aree disciplinari. Ad essa ha certamente contribuito sia la definizione dei criteri di ammissibilità al finanziamento sia la dettagliata informazione fornita dal 1999 al 2001 ai revisori relativamente al significato delle singole domande.

 

6. Formazione delle graduatorie e attribuzione del Co-finanziamento

Analogamente a quanto prescritto nel 1997, 1998, 1999 e 2000, il DM 10/2001 prevede che la Commissione formi (i) una graduatoria dei programmi per ogni Area disciplinare e (ii) una graduatoria per tutte le Aree; esso inoltre prevede che ai programmi valutati positivamente di ogni Area disciplinare venga riservato il 3% del totale disponibile.

Anche nell’anno in corso la Commissione ha provveduto a rendere note prima della scadenza del bando le modalità di formazione delle graduatorie, secondo quanto di seguito riportato.

Ammissibilità

Come precisato nelle istruzioni ai revisori, vengono dichiarati ammissibili al Co-finanziamento quei programmi che hanno conseguito una qualifica A sulla base della media delle valutazioni espresse dai revisori in risposta alle richieste della scheda di valutazione (si veda l’Allegato E e quanto si è riportato nella Premessa: sopra, pp. 2-3).

La Commissione ha inoltre stabilito di adottare il seguente criterio, con l’obbiettivo di assicurare una elevata soglia qualitativa dei progetti quale condizione imprescindibile per ottenere il finanziamento: si sono finanziati i progetti con qualifica A e punteggio superiore alla media d'area. E’ da osservare che una conferma della qualità della selezione effettuata si ricava dal fatto che l’esito della procedura di cofinanziamento dimostra come siano numerosi i progetti che, pur classificati con la categoria A e pur dotati di un punteggio superiore alla media d’area, non hanno potuto essere finanziati per esaurimento della somma a disposizione.

Quota riservata

La Commissione ha inoltre stabilito di adottare il seguente criterio, con l’obbiettivo di preservare una sufficiente quota di finanziamento a ciascuna grande area disciplinare e di assicurare una elevata soglia qualitativa dei progetti quale condizione imprescindibile per ottenere il finanziamento: nell'assegnazione della quota riservata del 3% ad ogni area disciplinare si sono finanziati i progetti con qualifica A e punteggio superiore alla media d'area, poi quelli con qualifica A e punteggio non superiore alla media d'area che abbiano riportato un punteggio medio almeno uguale a 3 per ciascuna delle domande poste ai revisori (il che si è verificato peraltro in soli due casi).

Il mancato esaurimento della quota riservata al termine di questa procedura comporta la sua ridistribuzione tra le altre Aree, come indicato nel decreto ministeriale.

Quota comune

Questa quota viene utilizzata prioritariamente per completare il finanziamento di quei programmi che, risultando gli ultimi della graduatoria riservata, non abbiano avuto copertura totale della loro richiesta.

I programmi con qualifica di ammissibilità e con votazione superiore alla media dell’area di appartenenza, che non hanno ottenuto finanziamento nell’ambito della quota riservata, vengono finanziati all’interno della quota comune fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

Per ordinare questi programmi sulla base del punteggio è stato necessario fissare un criterio che consentisse il confronto di valutazioni effettuate tra diverse Aree disciplinari. Un semplice confronto del punteggio assoluto non è possibile a causa del diverso metro di giudizio, come è evidente se si considera la differenza nei valori medi per Area disciplinare. Analogamente a quanto già fissato nel 1999 e nel 2000, la soluzione adottata è stata quella di assegnare ad ogni programma che avesse le caratteristiche di ammissibilità un punteggio pari al rapporto tra lo scarto rispetto alla media dell’Area e lo scarto positivo massimo dell’Area stessa. In questo modo si introduce una variabile standardizzata

zi = (Xi - <X>)/(Xmax - <X>)

che tiene conto sia delle differenze in valore assoluto, sia dell’escursione nei voti assegnati dai revisori. La variabile così definita varia tra zero (punteggio pari alla media dell’area) e uno (punteggio pari al valore massimo). In questo modo programmi di aree differenti che hanno conseguito un punteggio corrispondente alla stessa percentuale del massimo voto assegnato nell’Area di appartenenza sono classificati a pari merito.

Ordinando così i programmi ammissibili risulta possibile effettuare un’unica graduatoria di tutte le proposte e, pertanto, assegnare la parte di risorse addizionali rispetto a quelle riservate.

Determinazione del Co-finanziamento

Come per il bando 2000, la Commissione ha normalmente effettuato un’analisi delle richieste finanziarie previste nei programmi, evidenziando quei casi in cui la richiesta appariva nettamente superiore alla media dell’Area di appartenenza. Più precisamente si è determinato per ogni programma il costo annuo pro-capite previsto per ogni voce di spesa (materiale inventariabile, grandi attrezzature, missioni, consumo, personale etc.) e, attraverso questo dato, si è calcolato il costo medio previsto nell’Area disciplinare di appartenenza. Nel caso in cui un programma presentasse, globalmente o per specifiche voci, richieste al di sopra della media si è effettuata un’analisi della proposta per verificare se vi erano specifiche motivazioni per tali richieste. In assenza di tali motivazioni, la Commissione ha di norma ritenuto di dover fissare il finanziamento in rapporto ai valori medi dell’Area.

Pertanto il co-finanziamento è stato determinato secondo i seguenti criteri:

* Se uno o più revisori si sono espressi per una decurtazione precisa del co-finanziamento al progetto o ad alcune unità di ricerca in esso coinvolte si è effettuata tale riduzione in modo conforme alle indicazioni espresse.

* Se da parte dei revisori è stato espresso motivato parere per l’eliminazione di una o più Unità di ricerca dalla proposta, si è provveduto a escluderle dal finanziamento.

* Se uno o più revisori hanno espresso il motivato parere che le richieste avanzate fossero eccessive in rapporto a quanto necessario per ottenere gli obbiettivi indicati nel programma, si è proceduto assegnando un co-finanziamento ridotto come suggerito.

* Se l’analisi comparativa dei costi ha evidenziato, globalmente o per specifiche voci di spesa, richieste in eccesso rispetto al costo medio annuo pro capite dell’Area di appartenenza, si è opportunamente ridotta l’assegnazione al valore medio, a meno che tali richieste non avessero una specifica motivazione nella proposta. Va rilevato che i revisori erano per parte loro a conoscenza dei valori medi d’area relativi ai costi delle diverse voci, e questo allo scopo di rendere meno ardua per loro la valutazione sulla congruità dei costi preventivati dai proponenti.

Non si sono disposti finanziamenti a grandi attrezzature per le quali non erano fornite adeguate giustificazioni nel testo della proposta.

La Commissione ha inoltre adottato quest’anno – per individuare con obbiettività il finanziamento da concedere ai programmi inseriti utilmente in graduatoria alla conclusione del procedimento di valutazione – il criterio (ulteriore rispetto a quelli sopra esposti) di considerare con particolare attenzione la media del punteggio attribuito dai revisori alla domanda 5 relativa alla congruità delle risorse richieste, stabilendo alcune soglie. In tal modo il livello di finanziamento concesso si è collocato, a seconda dei casi, tra la cifra richiesta massima dal proponente e la cifra minima considerata sufficiente dal proponente stesso, in relazione appunto con i punteggi attribuiti dai revisori. In alcuni casi eccezionali, specie per progetti collocati in coda alla graduatoria dei progetti finanziabili e con punteggio a pari merito, si è scesi anche al di sotto della cifra indicata come minima, dopo una consultazione diretta dei proponenti ed ottenuto il loro consenso.

Determinazione dell’elenco dei programmi Co-finanziati

Una volta determinati i programmi con valutazione positiva, cioè la qualifica di ammissibilità e la sussistenza dei requisiti di graduatoria sopra descritti, nonché i relativi co-finanziamenti, si è proceduto per ogni Area alla copertura della quota riservata inizialmente prevista pari al 3% della somma totale di Lit. 242.350 milioni cioè 7.270 milioni.

Si è quindi proceduto al co-finanziamento dei programmi nell’ambito della quota riservata, così ridefinita, secondo la procedura indicata. Poiché in taluni casi l’ultimo dei programmi inclusi per ogni Area nell’ambito della quota riservata è risultato co-finanziato solo parzialmente, si è completato il co-finanziamento acquisendo le risorse dalla quota non riservata.

Successivamente la Commissione ha proceduto a formare la graduatoria per i programmi con co-finanziamento a carico della parte non riservata, ordinandoli sulla base dello scarto standardizzato precedentemente definito ed assegnando il co-finanziamento fino all’esaurimento della somma disponibile pari a Lit. 243.910 milioni (valore che, rispetto a quello sopra indicato di Lit. 242.350 milioni, comprende l'importo recuperato da somme non rendicontate di precedenti bandi). L’elenco di tutti i programmi co-finanziati è presentato nell’Allegato F.

L’Allegato G presenta la distribuzione dei programmi e delle assegnazioni per sede universitaria del Coordinatore nazionale.

E’ interessante verificare la ripartizione per Area disciplinare del co-finanziamento assegnato e la percentuale del finanziamento in rapporto alla somma disponibile confrontandola con i dati del 2000. La Tabella VIII illustra questi risultati. Si osserva che in alcune Aree - Biologia, Chimica, Medicina, Ingegneria civile e Architettura, Storia, Scienze giuridiche, Scienze politiche e sociali - la percentuale di co-finanziamento è aumentata, mentre in Scienze matematiche, Scienze fisiche, Scienze della terra, Scienze agrarie e veterinarie, Ingegneria industriale e dell'informazione, Scienze dell'antichità, Scienze economiche e statistiche, è diminuita. In taluni di questi casi, però, le modifiche risultano essere conseguenze di parallele fluttuazioni del numero delle domande.

Tabella VIII- Co-finanziamento totale nelle varie Aree

2001 e 2000

 

Area

Finanziamento 2001 (Milioni)

Percentuale

Finanziamento 2000 (Milioni)

Percentuale

01

7.940

3,25

10.296

4,10

02

19.340

7,93

26.061

10,39

03

28.248

11,58

25.850

10,30

04

7.566

3,10

7.849

3,13

05

29.866

12,24

29.601

11,80

06

49.432

20,28

44.829

17,87

07

13.786

5,65

14.688

5,85

08

16.432

6,74

16.045

6,40

09

26.007

10,66

32.421

12,92

10

13.975

5,73

13.984

5,57

11

9.592

3,93

9.391

3,74

12

7.178

2,94

6.587

2,63

13

7.280

2,99

7.765

3,10

14

7.268

2,98

5.513

2,20

Totale

243.910*

100,00

250.880*

100,00

* Valori implementati dell'ammontare recuperato da somme non rendicontate di precedenti bandi.

2000 e 1999

Area

Finanziamento 2000 (Milioni)

Percentuale

Finanziamento 1999 (Milioni)

Percentuale

01

10.296

4,10

8.772

3,70

02

26.061

10,39

19.848

8,37

03

25.850

10,30

21.801

9,20

04

7.849

3,13

7.964

3,36

05

29.601

11,80

29.174

12,31

06

44.829

17,87

47.027

19,84

07

14.688

5,85

13.905

5,87

08

16.045

6,40

14.356

6,06

09

32.421

12,92

29.826

12,58

10

13.984

5,57

12.386

5,23

11

9.391

3,74

11.741

4,95

12

6.587

2,63

5.262

2,22

13

7.765

3,10

8.682

3,66

14

5.513

2,20

6.275

2,65

Totale

250.880*

100,00

237.019*

100,00

 

 

 

 

 

*Valore implementato dell'ammontare recuperato da somme non rendicontate di precedenti bandi.

1999 e 1998

Area

Finanziamento 1999 (Milioni)

Percentuale

Finanziamento 1998 (Milioni)

Percentuale

01

8.772

3,70

6.971

3,47

02

19.848

8,37

18.689

9,31

03

21.801

9,20

23.521

11,72

04

7.964

3,36

5.479

2,73

05

29.174

12,31

20.884

10,41

06

47.027

19,84

34.755

17,32

07

13.905

5,87

13.685

6,82

08

14.356

6,06

15.292

7,62

09

29.826

12,58

28.245

14,07

10

12.386

5,23

10.799

5,38

11

11.741

4,95

8.676

4,32

12

5.262

2,22

3.500

1,74

13

8.682

3,66

6.972

3,47

14

6.275

2,65

3.182

1,59

Totale

237.019*

100,00

200.650

100,00

(% arrotondata)

 

 

 

 

 

*Valore implementato dell'ammontare recuperato da somme non rendicontate di precedenti bandi.

1998 e 1997

Area

Finanziamento 1998 (Milioni)

Percentuale

Finanziamento 1997 (Milioni)

Percentuale

01

6.971

3,47

9.020

6,14

02

18.689

9,31

12.859

8,73

03

23.521

11,72

19.345

13,12

04

5.479

2,73

4.843

3,29

05

20.884

10,41

20.975

14,23

06

34.755

17,32

20.768

14,09

07

13.685

6,82

8.597

5,83

08

15.292

7,62

8.611

5,84

09

28.245

14,07

15.726

10,67

10

10.799

5,38

7.968

5,41

11

8.676

4,32

6.121

4,15

12

3.500

1,74

4.555

3,09

13

6.972

3,47

5.031

3,41

14

3.182

1,59

2.931

2,00

Totale

200.650

100,00

(% arrotondata)

147.350

100,00

 

 

 

 

 

Completata l'assegnazione si è verificato che il valore più basso, al di sotto del quale nessun progetto ha potuto ottenere il finanziamento, corrisponde a uno scarto pari a 0,24.

 

 

7. Conclusioni: osservazioni e proposte dei Garanti

Al termine dei propri lavori la Commissione dei Garanti ritiene utile e doveroso esprimere sinteticamente alcune valutazioni di portata generale sulle procedure e sulle prospettive del programma di cofinanziamento.

1. Pregi del nuovo sistema.

Non vi è dubbio che l’iter stabilito a partire dal 1997 e perfezionato negli anni successivi sino al 2001 ha consentito un deciso salto di qualità nell’attribuzione del finanziamento pubblico alla ricerca scientifica italiana. La costituzione di un albo dei revisori nazionale e internazionale, la messa a punto di una procedura rigorosa e trasparente per la graduatoria sulla base del punteggio dei singoli progetti, la garanzia di una quota minima per ciascuna delle grandi aree scientifiche, il superamento della prassi dei finanziamenti a pioggia, il coinvolgimento dei singoli atenei mediante la quota di cofinanziamento, l’informatizzazione completa dell’intero processo con la garanzia così assicurata di tempi rapidi per le migliaia di operazioni necessarie al fine di determinare la graduatoria, tutto ciò va sottolineato con vera soddisfazione. D’altronde i riconoscimenti non sono mancati anche a livello internazionale.

2. Consensi e reclami.

Una riprova del consenso di fondo della comunità scientifica si può ricavare dal fatto che i reclami presentati alla Commissione dopo la pubblicazione della graduatoria – ad oggi circa 80 reclami per i circa 1200 progetti non finanziati del 2001, reclami ai quali il presidente della commissione ha risposto singolarmente dopo aver discusso collegialmente in commissione i casi più delicati – sono quasi sempre redatti dai proponenti in termini molto corretti e civili. I reclami contestano per lo più il merito di singoli giudizi non favorevoli al progetto rimasto escluso. Si ribadisce che i garanti non possono entrare nel merito dei singoli giudizi e pertanto non possono accantonare se non quelli che presentino vizi formali insanabili, come avviene d’altronde per i giudizi espressi nelle commissioni di concorso. L’esclusione di qualche giudizio si è dunque effettuata soltanto in alcuni casi, via via che i garanti procedevano all’esame delle migliaia di giudizi espressi dai revisori.

3. Difetti del sistema.

Accanto a questi indubbi pregi, tuttavia, il sistema presenta alcuni difetti e alcune carenze che non debbono passare sotto silenzio. Pur dando per scontato che esiste un margine non esiguo di opinabilità nella valutazione dei pregi e dei limiti di un programma di ricerca, non è contestabile che esistano standards obbiettivi di qualità scientifica che dovrebbero trovare riscontro e corrispondenza nei risultati finali della graduatoria ai fini del finanziamento. Se questo si verifica nella maggior parte dei casi, è però probabile, e talora addirittura sicuro, che in un certo numero di casi un programma di qualità risulta posposto in graduatoria rispetto ad altri programmi verosimilmente meno validi. E’ avvenuto in più di un’occasione - quest’anno come negli anni passati - che programmi di ricerca proposti da studiosi di livello molto alto e internazionalmente riconosciuto siano stati esclusi dal finanziamento in seguito al giudizio di un singolo revisore decisamente negativo, mentre in altri casi programmi di studiosi di ben più modesto livello hanno ottenuto punteggi elevati, sufficienti a far ottenere il finanziamento, ad opera di uno o due revisori indulgenti. Soprattutto accade spesso che il metro di giudizio applicato in perfetta buona fede dai singoli revisori di progetti distinti sia difforme (così come vi sono docenti che largheggiano nei voti e altri che sono più stretti), sicché il punteggio di due progetti egualmente degni può risultare nettamente difforme (si consideri che spesso lo scarto che determina la posizione utile in graduatoria si riduce addirittura a pochi centesimi di punto). In altri casi accade poi che il meccanismo automatico dei punteggi conduca all’esclusione di interi comparti di ricerca - interni a ciascuna della aree maggiori - che non dovrebbero in linea di principio venire esclusi. In altri casi ancora il giudizio del revisore, pur formalmente corretto ed esplicito, mostra all’esperto segni di superficialità o di non perfetta comprensione del progetto esaminato.

Il numero dei revisori che hanno espresso il giudizio su ciascun progetto è inoltre molto variabile. I garanti si sforzano di acquisire almeno da tre a cinque giudizi per ogni progetto, ma molto spesso giungono a fatica ad ottenerne appena due, pur avendo inviato il progetto anche a più di dieci revisori, ripetutamente sollecitati. Ciò è tanto più rilevante in quanto i giudizi su un medesimo progetto sono in non pochi casi discordanti, e spesso (come si è già detto) un singolo giudizio negativo determina l’esclusione del progetto dal finanziamento. Il che non è di per sé negativo, perché esiste appunto un largo margine di discrezionalità nel giudizio. Ma talora questo margine può venir superato, sia in negativo che in positivo, determinando con ciò uno scostamento nella graduatoria finale rispetto al valore oggettivo del progetto.

4. Possibili rimedi.

Esistono rimedi in grado di eliminare o quanto meno di ridurre gli inconvenienti di cui si è detto? Su ciò la Commissione dei Garanti ha lungamente e a più riprese discusso giungendo ad alcune conclusioni e formulando alcune proposte che spetterà al Ministro di valutare. Esse possono riassumersi in cinque punti: a) qualità e numero dei revisori; b) istituzione di una valutazione comparativa; c) tempi più adeguati per l’istruttoria e potenziamento delle strutture di controllo; d) contraddittorio tra il revisore e il proponente; e) aumento dello stanziamento per il fondo Cofin.

A) Qualità e numero dei revisori. E’ ben chiaro che la credibilità dell’intero sistema risiede essenzialmente nella competenza e nell’imparzialità dei revisori. La relativa novità del sistema nel nostro Paese determina, in taluni casi, un eccesso di rifiuti da parte di studiosi qualificati e, in altri casi, la presentazione di giudizi superficiali (il che si verifica a dir vero anche per taluni revisori stranieri). E’ da ritenere che nel tempo l’impegno dei revisori e la loro professionalità nella redazione dei giudizi si accresceranno. Inoltre sarà forse possibile, a certe condizioni, procedere ad una più precisa graduatoria di affidabilità dei singoli revisori. Soprattutto occorre integrare costantemente e perfezionare l’albo dei revisori, tra l’altro completando l’inserzione delle parole chiave, possibilmente disponendo anche la creazione di un thesaurus standardizzato di parole chiave a disposizione dei proponenti oltre che dei garanti. Tale strumento potrebbe rendere più precisa e più agevole l’individuazione dei revisori competenti per i singoli progetti, dal momento che la presenza delle parole chiave è in molti campi davvero essenziale per l’identificazione dell’oggetto di una ricerca scientifica. L’obbiettivo di ottenere un egual numero di giudizi per ogni progetto è invece irraggiungibile per l’imprevedibilità del numero dei giudizi effettivamente espressi, così come risulta attualmente non applicabile il criterio di accantonare i giudizi che discordano rispetto a quelli espressi dagli altri revisori, perché là dove non si riesce ad ottenere più di due o tre giudizi tale procedura risulterebbe comunque impercorribile o distorcente. Ove i tempi per l’istruttoria venissero opportunamente prolungati (come viene proposto qui di seguito, al punto C), sarebbe possibile ottenere almeno tre e possibilmente addirittura quattro o cinque giudizi. In tal caso si potrebbe prendere in considerazione l’ipotesi di fondare la graduatoria sul voto centrale escludendo le punte, previa peraltro un’attenta valutazione dei pregi e degli inconvenienti di tale sistema rispetto al sistema attuale, il quale comunque risulterebbe già di per sé più affidabile a causa del maggior numero di giudizi ottenibili. Infine è sembrato opportuno alla commissione dei garanti un ampliamento del ventaglio delle votazioni (e dei relativi giudizi) così da estendere i voti medesimi - oggi scaglionati da 1 a 5 - su un ventaglio più ampio che comprenda i voti da 1 a 10 per ciascuna domanda.

B) Istituzione di una valutazione comparativa. Il principale difetto di fondo sopra espresso al punto 3 - consistente nella obbiettiva e incolpevole differenza nel metro di valutazione tra i diversi revisori assegnati ai diversi progetti - potrebbe venire corretto o quanto meno circoscritto qualora si disponesse che progetti affini per materia venissero affidati a un ristretto numero di super-revisori aventi a disposizione una quota del punteggio (ad esempio il 20%) con il compito di effettuare una revisione comparativa. Naturalmente questi revisori dovrebbero, per il maggiore impegno loro richiesto, essere retribuiti. A differenza degli altri revisori essi non sarebbero anonimi ma noti. E potrebbero anche attuare, ove necessario, un contraddittorio con i proponenti. Essi potrebbero inoltre proporre ai garanti l’accantonamento di giudizi non correttamente motivati o chiaramente infondati. Ai supervisori i garanti potrebbero prospettare l’ordine di grandezza dei finanziamenti possibili per ciascuna delle 14 aree, fatta salva la riserva del 3% per ciascuna di esse, tenendo conto in particolare dei dati storici relativi ai riparti degli anni precedenti. I super-revisori delle distinte aree dovrebbero organizzare il loro lavoro in modo da assicurare, con il coordinamento di un garante, almeno una sessione di lavoro dedicata specificamente a ciascuna area. La scelta dei super-revisori - in numero ipotetico di tre-cinque per ognuna della 14 aree - potrebbe essere affidata ai garanti e avere durata triennale. Una più puntuale ipotesi relativa all’istituzione dei super-revisori è allegata ai verbali della commissione.

C) Tempi più adeguati per l’istruttoria e potenziamento delle strutture di controllo. La messa a punto di procedure più analitiche per l’esame dei progetti ai fini del loro finanziamento esigerebbe tempi meno ristretti rispetto ai tempi attuali. Se oggi è arduo per i garanti riuscire a terminare la procedura di assegnazione dei revisori e l’esame preliminare della regolarità dei giudizi entro ottobre, una procedura perfezionata, inclusiva della revisione comparativa di cui si è detto, renderebbe indispensabile disporre di più tempo. Il che sarebbe possibile anticipando in futuro al 31 gennaio il termine per la presentazione dei progetti. Si consideri che i garanti non possono trascurare i loro compiti di professore e di ricercatore e che attualmente l’impegno loro richiesto è estremamente assorbente, il che conferma l’esigenza di disporre di più tempo per eseguire il loro compito. Sarebbe inoltre opportuno che la nomina dei garanti avesse durata triennale - con rotazione annuale di un terzo dei componenti la commissione - onde evitare un turn-over oneroso, in quanto l’apprendistato della complessa procedura di controllo affidata alla responsabilità dei garanti richiede tempi non brevi. Ancora: sarebbe opportuno assicurare che almeno le principali aree disciplinari fossero rappresentate nella commissione dei garanti, pur se va detto che oggi la distribuzione del lavoro all’interno della commissione viene compiuta informalmente e senza rigide paratie. Infine va osservato che - pur senza mirare ad uno staff di decine di funzionari addetti ai controlli, come è il caso di analoghe strutture in altri Paesi - si impone un rafforzamento della struttura ministeriale addetta al Cofin, che oggi è certamente qualificata e molto affidabile, ma ridotta davvero ai minimi termini.

D) Contraddittorio tra il revisore e il proponente di un progetto e/o il garante. Ciò è in teoria già ora possibile, come è possibile il contatto diretto tra il revisore e i garanti (il che è stato in effetti realizzato in alcuni casi). Ma è chiaro che in presenza di circa 2.000 progetti presentati annualmente e di oltre 6.000 giudizi espressi non è concepibile né una generalizzazione di tale procedura - che in altri contesti internazionali di ricerca viene praticata, ma con ben altre strutture di controllo e in presenza di un numero di progetti ben più ridotto - né un intervento capillare dei garanti in contraddittorio con i revisori. E’ inoltre da valutare positivamente la possibilità di consentire ai proponenti di indicare sino a due nomi di possibili revisori competenti (come già fu fatto in passato) e inoltre altrettanti nomi che si vogliono escludere dal novero dei potenziali revisori del progetto.

E) Aumento dello stanziamento Cofin. L’importanza strategica dell’investimento pubblico nella ricerca scientifica nel nostro Paese non ha bisogno di venire sottolineata. Il valore incentivante del Fondo Cofin è enorme perché per molti settori di ricerca fondamentali questo è il solo strumento disponibile. Tra l’altro questo è il solo programma di finanziamento pubblico che non pone vincoli di area o di settore alla ricerca scientifica. La qualità dei progetti è testimoniata dal fatto che un foltissimo numero di progetti di qualità, nettamente al di sopra del valore medio di area, non ha potuto ottenere il finanziamento a causa dell’esiguità del fondo disponibile. Pur sottolineando che l’adozione delle strategie indicate sopra, ai punti B, C e D consentirebbe un ridimensionamento, in molti casi, delle spese preventivate dai proponenti, con conseguente possibilità di finanziare un numero maggiore di progetti validi, non si può non sottolineare il fatto che un aumento dello stanziamento complessivo consentirebbe tra l’altro il recupero di progetti che, pur giudicati positivamente, sono esclusi dal finanziamento solo in ragione dell’ammontare esiguo delle risorse. Quest’anno le conseguenze per l’intero programma Cofin sarebbero state addirittura drammatiche se l’impegno del Ministro e dell’Amministrazione non avesse garantito il ristabilimento della somma a disposizione, che era stata inopinatamente decurtata di ben 80 miliardi su 250 al termine della scorsa legislatura. Di questo impegno la commissione è lieta di dare atto al Ministro e all’Amministrazione. Ma è altrettanto chiaro che, per le ragioni espresse, si impone per il futuro un aumento considerevole del Fondo Cofin nell’interesse della ricerca scientifica.


Antonio Padoa Schioppa
Gilberto Antonelli
Giovanni Bonilini
Ciro Ciliberto
Umberto Cugini
Errico Cuozzo
Ettore Novellino
Armido Rubino

29 dicembre 2001